|
Aspettando, e
sperando, chiediamo al professor
Francesco Menichini - Ordinario di
Fitofarmacia e Direttore del
Dipartimento di Scienze Farmaceutiche,
dell’Università della Calabria - i
risultati delle prime ricerche,
pubblicate sulla rivista scientifica
Phytoterapy Research (e messe on
line il 18 gennaio 2007, in Wiley
Interscience (www.intersceince.wiley.com).
Le ricerche sono state condotte da un
gruppo di lavoro di cui fanno parte,
oltre al Francesco Menichini, anche
Filomena Conforti, Giancarlo Antonio
Statti, Rosa Tundis, Monica Rosa Loizzo
e Federica Menichini.
Professor
Menichini, ci fa una panoramica degli
studi sul cedro?
Lo studio sul
cedro è l’evoluzione di un’attività di
ricerca che viene condotta nel mio
laboratorio da circa 25 anni.
L’interesse è stato rivolto sempre alla
valorizzazione dei principi attivi
contenuti nelle piante endemiche della
Calabria e dopo aver esaminato alcuni
rari endemismi, in cui abbiamo trovato
principi attivi molto interessanti, il
nostro interesse scientifico si è
indirizzato verso le culture endemiche
calabresi con grandi estensioni;
bergamotto, liquirizia e cedro. Il
cedro calabrese ha delle particolarità.
Pur esistendone diverse varietà, quella
dell’area tirrenica, oggetto della
ricerca, la cultivar Diamante si
differenzia dalle altre. L’interesse è
maturato per via dell’assenza di
letteratura sull’argomento e dopo varie
consultazioni in merito e la
constatazione che nessuna ricerca
riguardava le attività biologiche e
farmacologiche dei principi attivi
contenuti in questa pianta. In un primo
tempo, abbiamo effettuato dei prelievi
di campioni in aree differenti, a
Diamante e a Santa Maria del Cedro; da
alcuni esami preliminari, di tipo
analitico, abbiamo riscontrato che vi
era una differenza nella composizione
chimica dei campioni raccolti nelle due
diverse aree. Questa è la conferma di
qualcosa di noto: le variabilità sono
legate alla biodiversità, che varia in
funzione di parametri quali il terreno,
l’altitudine, l’esposizione al sole che
significano molto nello sviluppo dei
principi attivi. Poi, dopo aver
effettuato degli esami preliminari di
tipo biologico, abbiamo concentrato
l’interesse sull’attività dei principi
attivi contenuti in questa pianta sulle
linee cellulari. Abbiamo svolto attività
di ricerca su tutte le parti del frutto
(esocarpo, mesocarpo ed endocarpo) e da
queste frazioni abbiamo separato
principi attivi differenti; sulle linee
generali abbiamo dimostrato che hanno
attività anticolinesterasica (azione di
contrasto al morbo di Alzheimer).
Come avviene
esattamente la ricerca? Quali sono le
vari fasi?
Noi abbiamo
delle linee cellulari che rappresentano
delle patologie; somministriamo queste
sostanze e vediamo quali sono le
reazioni. Bisogna tener presente che il
processo di evoluzione di un farmaco
comprende vari stadi; quello sulle
culture cellulari è il primo. Poi c’è il
passaggio in vivo sui topi e quindi in
vivo sugli uomini. Può accadere, in
alcuni casi, che alcune sostanze siano
attive in una fase e inattive in altre,
per cui prima di parlare di attività
farmacologica sull’uomo, bisogna
arrivare alle sperimentazioni di
carattere clinico; però, dalle prime
ricerche riguardanti il cedro, è stata
notata un’azione di contrasto dei
sintomi del morbo di Alzheimer, del
diabete
ed
un’attività
antiossidante.
In che modo si
procederà nell’immediato futuro?
In base
all’esperienza e a degli studi che ho
fatto in Olanda, abbiamo dimostrato che
in alcune piante vi è una variazione dei
principi attivi in funzione dell’orario
di raccolta, ed una grande variabilità
tra la notte ed il giorno. Intendiamo,
poi, prelevare dei campioni in aree
geografiche differenziate, anche
collinari, come Maierà, dove siamo
sicuri di trovare risultati diversi.
Studieremo anche la variabilità a
seconda del periodo di raccolta. Come
sa, il frutto del cedro rimane sulla
pianta per diversi mesi e durante il
periodo di permanenza sull’albero si
verifica un processo biosintetico attivo
per cui, a seconda del periodo, si
formano sostanze diverse. Bisogna tener
presente che il tempo balsamico, in una
pianta, è importante perchè è il momento
in cui sono presenti i principi attivi
per cui quella pianta viene usata a
scopo terapeutico. In periodi precedenti
o successivi si può verificare di
trovare sostanze nocive o nessuna.
Ma per
determinare questo momento bisogna
effettuare una ricerca preliminare?
Si, occorre
raccogliere in tutte le fasi. Abbiamo
già scelto un’area e stiamo collaborando
con un altro centro di ricerca sugli
agrumi del Ministero delle Politiche
Agrarie, col quale faremo
contestualmente prelievi ed analisi. È
stato redatto un programma di lavoro che
ci impegnerà per alcuni anni. Tutto
questo lavoro ha anche la finalità di
valorizzare i prodotti endemici della
Calabria e costituisce la conferma della
specificità della nostra regione (a
Reggio Calabria il bergamotto, a Tropea
la cipolla, nella Sibaritide il
clementine, la piretta).
Ma come pensate
di risolvere il problema dell’attuale
esiguità delle coltivazioni, in
previsione di un utilizzo su larga scala
dei principi attivi del cedro?
Questa è la
missione che intendo portare a termine.
Stimolare gli organi competenti, le
istituzioni e i privati a coltivare e
valorizzare il cedro. Oggi le quantità
di cedro prodotte sono limitate e
vengono acquistate a bassissimo prezzo,
rispetto al loro valore, da aziende che
lo esportano dalla Calabria. Con un
progetto complessivo che investa
coltivazione, utilizzazione,
commercializzazione dei prodotti
derivati, tutto può essere
capitalizzato per la nostra regione. Non
potremmo realizzare noi delle industrie
cosmetiche, alimentari e farmaceutiche
per valorizzare questa coltura? La
materia prima per esser unici al mondo
l’abbiamo. Dobbiamo saperla lavorare e
commercializzare.
Le prossime
tappe?
Abbiamo
richiesto la realizzazione di uno
stabulario, cioè un laboratorio con
animali su cui poter effettuare delle
prove in vivo. Stiamo, inoltre,
conducendo delle ricerche su altre parti
della pianta come le foglie e i fiori e,
dunque, il lavoro impegna braccia, menti
per un tempo molto lungo. D’altra parte,
lo standard per arrivare alla produzione
e commercializzazione di un nuovo
farmaco si aggira intorno ai 20 anni.
Abbiamo previsto - e ci stiamo
attrezzando - degli studi anche sulle
attività antitumorali del cedro. Ancora,
per quanto riguarda altre ricerche, in
un primo momento abbiamo esaminato
insieme polpa e semi mentre adesso
abbiamo pensato di separare le due parti
della pianta e le ricerche stesse
perché riteniamo che anche i semi
possono darci delle novità.
Francesco
Menichini direttore del Dipartimento di
Scienze Farmaceutiche dell'Unical
21/05/2007 Francesco Menichini,
professore ordinario nella Facoltà di
Farmacia dell'Università della Calabria,
è stato confermato, con voto unanime,
direttore del dipartimento di Scienze
Farmaceutiche per il prossimo
quadriennio. Esperto per la Cooperazione
scientifica e tecnologica presso il
Ministero degli Affari Esteri,
consulente dell'Unione Europea,
dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità, della Fao e del Ministero della
Sanità, Menichini è anche responsabile
scientifico di convezioni di ricerca con
il King' s College di Londra, con l'
Università Rene' Descartes di Parigi e
con altre istituzioni internazionali. Ha
svolto attività di ricerca all' Istituto
superiore di Sanità e, con una borsa di
studio Nato-Cnr, al Department Organic
Chemistry of Natural Products della
Università di Utrecht (Olanda). Autore
di oltre 130 pubblicazioni scientifiche
e comunicazioni a congressi, è direttore
del Master in ''Farmaco-Tossicologia
delle sostanze d'abuso, dell'alcolismo e
delle patologie correlate'' e del Master
in ''Medicina e Terapia Biologica ad
indirizzo Fitoterapico ed
Omotossicologico''. Menichini si è
dedicato nell'organizzazione del
Dipartimento sin dalla istituzione ed ha
contribuito allo sviluppo di competenze
scientifiche e di servizi di rilevante
interesse su tutto il territorio
regionale e nazionale. La recente
attività di ricerca di Menichini è
indirizzata alla valorizzazione delle
materie reperibili in Calabria da
utilizzare nell'industria farmaceutica,
cosmetica ed alimentare. ''Sono onorato
della fiducia accordatami dai colleghi -
ha detto Menichini - che mi impegna e mi
vincola ad un impegno appassionante,
aperto, privo di qualsiasi
condizionamento in favore della ricerca.
Dalla regione Calabria ci aspettiamo un
segnale forte di crescita e di sostegno
alla ricerca che guardi ai giovani e che
sia collegato con un mercato capace di
sfruttare, finalmente, le risorse umane
e naturali della Calabria''.
Torna su |