Nel cuore del centro storico di Reggio
Calabria, e a pochi passi dal mare e dal corso Garibaldi è situato il Bed and Breakfast di
Danila
Catalano.
Il
B&B ESPERIA offre ai propri ospiti un ambiente raffinato e accogliente,
stanze confortevoli dotate di climatizzatore, tv al plasma, accesso
Internet, servizio lavanderia e ingresso indipendente.
Gli ospiti di
Danila
possono gustare una ricca e abbondante colazione servita in una
suggestiva terrazza con panorama sullo stretto...
Ancora oggi, non si
conosce con assoluta
certezza la terra
primigenia del cedro, e
varie sono le ipotesi
circa la sua
provenienza.
Molti botanici indicano,
come terra d’origine,
l’antica Mesopotamia;
altri l’India, o la zona
del Nilo: qualcuno,
infine, si spinge a
localizzarlo in Estremo
Oriente.
Unica certezza, in
quest’elenco di ipotesi, è che esso era
conosciuto dai Greci già ai tempi di
Teofrasto (371-285 a.C.), il quale,
nella sua ponderosa Storia delle
Piante lo cita, appellandolo “melo
medico e persico” proveniente cioè
dalla Media e dalla Persia.
Mappatura delle
località calabresi
interessate alla
presenza ebraica
Il
maggior numero di
presenze ebraiche in
Calabria si registrò nel
XV secolo, periodo in
cui la dinastia
aragonese fu al governo
del Regno di Napoli.
Nella regione si
potevano contare circa
cento insediamenti, di
varie dimensioni,
presenti nella Calabria
Ultra e Citra ed in
maniera alquanto
capillare.
Nella
Calabria Citra –
corrispondente
all’attuale provincia di
Cosenza - le località
interessate alla
presenza ebraica furono
Acri, Altomonte,
Amendolara, Bisignano,
Calopezzati, Cariati,
Cassano Ionio,
Castiglione,
Castrolibero,
Castrovillari, Celico,
Corigliano, Cosenza,
Fiumefreddo, Grimaldi,
Laurignano (ancora oggi
frazione di Dipignano)
Montalto Uffugo, Morano,
Mottafollone, Parantoro
(ancora oggi frazione di
Montalto Uffugo)
Paterno, Regina (ancora
oggi frazione di
Lattarico) Rende, Rose,
San Lucido, San Marco
Argentano, Scala Coeli,
Scalea, Tarsia,
Terranova da Sibari,
Torano.
Il cedro non è solo
il leggiadro
agrume dal sapore
fresco e delicato
o uno dei frutti rituali
della religiosità
ebraica, ma anche un
concentrato di
virtù
medicamentose,
note fin
dall’antichità e in
atto di rivalutazione ai
giorni nostri, che
spaziano - stando
alle prime
notizie ed
indiscrezioni -
dall’azione di
contrasto ai
radicali
liberi,
all’azione
antitumorale nel
tratto del
colon,
all’azione
preventiva dell’obesità e di alcune
patologie cardiovascolari.
Il
candore di un pastoso
smalto, il verde tenero
del peridonio, la
creatività arguta e
sensibile di una giovane
donna mediterranea e il
gioco è fatto. Sono
questi gli ingredienti
delle creazioni di Adele
Sgrò, giovane orafa
calabrese - un recente
passato da pittrice e
scultrice - che, nella
collezione dedicata a “I
fiori del cedro” rende
con questi elementi
tutta la delicatezza,
tutta la raffinata e
gentile bellezza dei
fiori dell’agrume.
Procedendo
dalla preparazione più
antica, cioè la
canditura della buccia,
è interessante
soffermarsi sulla
lavorazione che prevede
un laborioso processo di
trasformazione, scandito
da più fasi.
Dopo
la raccolta, che
in molte famiglie,
ancora oggi, è motivo
di festa, i cedri interi
sono riposti
preferibilmente in botti
di legno e sommersi di
acqua salata.
Quando
le condizioni ambientali lo
permettevano, per questa operazione di salamoiatura,
si utilizzava direttamente l’acqua del
mare; oggi si utilizza l’acqua dolce
con l’aggiunta di sale da cucina.
Questa fase dura più o meno due mesi,
durante i quali, quotidianamente è
controllato e mantenuto costante il
tasso di concentrazione salina, per
evitare il processo di fermentazione.
Basta
pronunciare il nome del
luogo per sentire
aleggiare, magari solo
con l’olfatto della
memoria, il fresco
profumo dell’agrume
sacro: Santa Maria del
Cedro.
E a chi non abbia
mai provato le emozioni
visive ed olfattive di
una cedriera in fiore o
carica di frutti, è
d’obbligo il consiglio
di visitare al più
presto sia un campo di
cedri, sia il paese,
conosciuto ovunque per
questa coltivazione.
E’ veritiero, infatti,
indicare la cittadina
del Tirreno cosentino
come la capitale del
cedro nel mondo, poiché
da lungo tempo, nel mese
di agosto e settembre, i
rabbini di tutte le
comunità ebraiche
sparse nei vari
continenti raggiungono
Santa Maria per
scegliere, raccogliere
ed acquistare
personalmente i frutti kosher,
sacri, per celebrare Sukkòt,
la Festa delle Capanne o
dei Tabernacoli
altrimenti conosciuta
come la Festa del
Raccolto.
La
presenza del cedro,
nell’alto Tirreno
calabrese, ha dato
origine al Consorzio
“Cedro di Calabria”
voluto e realizzato con
decisa volontà da
diverse categorie che, a
vario titolo, sono
interessate ad un
potenziamento della sua
coltivazione:
imprenditori agricoli,
trasformatori,
commercianti ed anche
ristoratori.
Nella
creazione del Consorzio
sono state coinvolte
anche varie associazioni
di categoria e diversi
comuni del territorio
tirrenico.
Nella
sua avanzata alla
conquista dei sensi e
della salute, il cedro
è coadiuvato anche
dall’azione
dell’Accademia
Internazionale del Cedro
- attualmente
presieduta da Franco Galiano
- che da anni si è
prefissata come
obiettivo principale la
diffusione della
“cultura del cedro”
ovvero la diffusione
della sua conoscenza,
delle sue proprietà
caratteristiche e
dell’utilizzo
che
se
ne fa in religione,
gastronomia, medicina
nonché degli influssi
che ha generato anche
nella mitologia e nella
letteratura.
Santa Maria del Cedro
conta poco più di 5.000 abitanti (Sammariensi) e ha una
superficie di 18,7 chilometri quadrati per una
densità abitativa di 258,34 abitanti per
chilometro quadrato. Sorge a 110 metri sopra il
livello del mare.
Il municipio è sito in Via
Nazionale, 16. Telefono: +39 0985 5727 - 5453 -
5497
Fax: + 39 0985 5510
Mail:
uff.comunicasmaria@libero.it
Cenni anagrafici: Il
comune di Santa Maria del Cedro ha fatto
registrare nel censimento del 1991 una
popolazione pari a 4.674 abitanti. Nel
censimento del 2001 ha fatto registrare una
popolazione pari a 4.831 abitanti, mostrando
quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione
percentuale di abitanti pari al 3,36%.